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Arte&Tradizioni
“I riverberi, i luccichii, i soffi dei due mari sembrano quasi incontrarsi a mezz’aria. Cosi tutto si presenta lucido, come se fosse avvicinato da un effetto ottico, ed insieme ingannevole... Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, è pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero.” (Tratto da: "Viaggio in Italia" di Guido Piovene)
Sulle origini del nome Salento: di origini incerte, alcuni studiosi lo farebbe derivare da "sale", inteso come "terra circondata dal sale-mare", difatti i Romani indicavano Sallentini gli abitanti delle paludi acquitrinose che si addensavano intorno al Golfo di Taranto; altri farebbero derivare il nome Salento dal nome dei coloni cretesi che qui si stabilirono, chiamati Salenti in quanto originari dalla città di Salenzia.
Cenni Geografici: la Penisola Salentina è la regione più ad Est d'Italia e Punta Palascìa, ad Otranto ne costituisce l'estremità più orientale. Secondo le convenzioni nautiche, è a Punta Palascìa che avviene la divisione tra il mar Ionio ed il mar Adriatico. Il territorio della penisola salentina si estende fini in prossimità di Fasano sulla Valle d'Itria, tuttavia, intendendo il Salento come un'entità culturale, più che geografica, si è soliti farlo corrispondere con la provincia di Lecce. Il Salento si caratterizzata per un clima non particolarmente piovoso con estati calde ed inverni miti.
Brevi Cenni Storici: la penisola salentina era originariamente abitata dai Messapi, da qui il nome Messapia ovvero “Terra fra due Mari”. In seguito passo sotto l'impero Romano. Tra IX e X secolo il Salento fu terreno di conquista da parte dei Saraceni, che si stanziarono sul territorio per periodi più o meno lunghi. In seguito alla conquista dell'Impero Normanno fu fondata la Contea di Lecce. In questo periodo Lecce divenne il centro principale del Salento, allora denominato "Terra d'Otranto". Nel 1480, sotto gli Aragonesi, Otranto fu invasa dai Turchi che portarono provocò l'eccidio di 800 martiri, che rifiutarono la conversione all'Islam, le cui spoglie sono conservate nella Cattedrale ad Otranto. In questo periodo, lungo tutto il litorale vennero edificate delle Torri di Avvistamento che avevano come obiettivo quello di avvistare per tempo le navi saracene. Le successive dominazioni dei borboni ridussero la Terra d'Otranto ad una regione periferica. Ed in questo periocdo che fiorisce a Lecce il Barocco. attività artistica fra XVI e XVIII secolo, che ha fatto di Lecce uno dei centri più cospicui del barocco.
Cultura e Tradizioni: Il dialetto salentino costituisce una variante della lingua siciliana. Nel territorio salentino esiste una particolare minoranza etnico-linguistica nota come Grecìa Salentina dove si parla un dialetto neo-greco noto come grecanico o griko. Il paesaggio architettonico richiama le città della Grecia per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce" a solaio, soprattutto in campagna e sulla costa, mentre i centri storici sono caratterizzati dal barocco leccese. La struttura tipica dei centri storici del Salento è la casa a corte di origine araba e diffusa anche in Sicilia. Ovvero sulla corte si affacciano le porte e le finestre di molte abitazioni che guradano sullo spazio antistante denominato appunto corte. L'arredamento povero della corte è fatto di piantine in vaso, dove non manca mai la caratteristica pila comune, un lavatoio in pietra con una parte chiamata stricaturu su cui venivano strizzati i panni. A protezione della corte c'è un portone detto mignano, che funge da ingresso alla corte stessa. La Pizzica fenomeno musicale del Salento che ha origini nei canti e nelle danze dei contadini. La cucina salentina è caratterizzata da numerosi piatti tipici, soprattutto a base di verdure e pesce, ed è accompagnata da vini pregiati come il Negroamaro. Fra i piatti tipici: i pezzetti di cavallo al sugo piccante, la pitta di patate, la puccia, il rustico, le frisedde o frise, le pittule, la pasticceria fatta da pasticciotto leccese, le bocche di dama, la pasta di mandorle, ecc. Tra le attività artiginali ricordiamo la lavorazione della cartapesta leccese co i suoi famosi i "pupi" per il presepe, della terracotta, la ceramica, del ferro battuto ed altro ancora. |